Ho preso un tram stanotte Ero solo a bordo, Ti inventi sempre le cose… Fammi finire Che linea era, sei certo che non fosse un sogno? Lascia che ti racconti… L’autista era un bambino, e mentre guidava, leggeva Topolino... Vedi? non esiste proprio! E poi magari mi dirai che il tram è volato via, che hai visto Milano dall’alto, il centro, San Siro, la Madonnina e la periferia… Sono certo che non fosse un sogno… Ma quale linea del tram decolla mai? Nemmeno se passa per Linate... Quali tram si alzano in alto fra le nuvole e girano intorno al sole e alle stelle, sulle rotaie nelle notti di luna piena? Sei sicuro che non fosse un sogno? Doveva essere un sogno… Si è fermato sulla porta di una casa luminosa C’era una valle e da lì si vedeva il mare Poi il tram seguiva una strada verso un luogo chiamato Nessun Dove Sei certo certo che non fosse un sogno? Quale cartello stradale reca l’indicazione Nessun Dove? O Nessun Dolore — forse Solo in un sogno poteva essere così... Poi mi hai detto che al termine della corsa il tram è finito dentro una stanza insieme ai giochi di un bambino e mi hai detto che non era un modellino, Dentro una stanza piena di libri e bambole, mangiadischi e racchette da tennis, scarpe da calcio e danza, maglie di una squadre che ha vinto tutte le partite, senza nome sulle spalle, senza numero E secondo te si può vivere così prendere un tram a Milano centro e trovarsi dall’altra parte del cielo in rotta verso l’orizzonte Dici che si può attraversare il mare Scivolare sull’oceano Su rotaie galleggianti fra piccole onde e il loro profumo Dici che hai visto le rotaie correre sulla spiaggia Dici che il tram si è fermato in mezzo alla sabbia davanti a un bar con un tavolino solo e un mezzo cameriere, piccolo, un bambino Che leggeva Topolino Dici che hai preso un ghiacciolo verde E un’aranciata arancione E un analcolico rosso Dici che i colori erano buoni e che eri il solo cliente sul finire della stagione, l’ultimo giorno d’estate e che hai lasciato a quel mezzo cameriere in mancia un'intera eredità per il suo lungo inverno Hai firmato un assegno e prima di risalire sul tram hai visto quel bambino divenire un uomo quel bar moltiplicare i tavoli quei colori scolorire Quella spiaggia affollarsi e poi più niente sei ripartito — volevi dimenticare Sì, ho visto quel tram sempre più piccolo, un punto arancione come l’aranciata sull’orizzonte, rosso come l’analcolico Poi è scomparso E c’eri tu a bordo, solo tu Sei volato via E sei sicuro che non fosse un sogno… Le guglie del Duomo, dall’alto, la casa misteriosa, la valle che scivolava dentro il mare e quel bambino che leggeva Topolino Dai, Topolino… Solo nei sogni… Quale bambino lo legge più Topolino? Solo un autista bambino, solo un mezzo cameriere da mezzo tavolino al tramonto del sole e dell’estate Ma insisti, e dici che non era un sogno, E dici che quel bambino eri tu e che quel bambino ero io Non ricordi davvero? Quel bambino eravamo noi, una bambina, un bambino Dentro il medesimo sogno, travestito da realtà Solo che io ci ho sempre creduto — io, sì… E adesso un po’ Anche tu Tu sì, sempre, devo ammetterlo e adesso un po’ Anch'io, Anch'io...
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